Implantologia dentale

Quando parliamo di implantologia dentale ci riferiamo a quella branca dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione di denti naturali mancanti o estratti. Si tratta di interventi chirurgici a tutti gli effetti e per questo è prevista di solito l’anestesia locale ed eventualmente la sedazione cosciente.

L’implantologia non può essere sempre effettuata su tutti i pazienti: esistono infatti delle casistiche in cui non è possibile intervenire con impianti dentali. Nei casi in cui invece la situazione di partenza ne consente lo svolgimento, l’intervento implantologico offre una soluzione efficace e duratura nel tempo.

È SEMPRE POSSIBILE RICORRERE ALL’IMPLANTOLOGIA?

Come per tutti gli interventi dentistici, solo dopo un’accurata visita presso uno studio specializzato sarà possibile stabilire il modo più indicato per intervenire.
Ogni singolo paziente è un caso a sé e va esaminato con la debita attenzione per poter definire la diagnosi corretta.
Solo dopo aver accertato l’esistenza di tutte le condizioni indispensabili al trattamento sarà possibile procedere all’intervento sul paziente.

Le condizioni necessarie per poter ricorrere all’implantologia dentale sono:

  • la presenza di quantità di osso a sufficienza per l’inserimento dell’impianto;
  • il paziente non deve essere affetto da piorrea o parodontite in fase attiva;
  • il fumo è un altro fattore di rischio in quanto recenti ricerche hanno dimostrato che ha un effetto negativo a livello implantare;
  • il paziente non deve essere affetto da patologie sistemiche;
  • il paziente idoneo all’intervento di implantologia deve essere in grado di seguire e mantenere una scrupolosa igiene orale e rispettare i controlli periodici stabiliti con il dentista.

Per una corretta informazione, è bene specificare che, anche nel caso si presenti una situazione di insufficienza ossea, oggi è possibile nella maggior parte dei casi intervenire comunque chirurgicamente, attraverso delle tecniche rigenerative del tessuto osseo (membrane, innesti di osso autologo, materiali biocompatibili) eseguite preventivamente sul paziente.

Nei casi in cui non sia possibile utilizzare la tecnica implantologica, esistono una serie di alternative possibili e ugualmente efficaci, come le protesi parziali, i mini impianti o i ponti fissi, che offrono rimedio anche alle situazioni cliniche più complesse.

Cos'è un impianto dentale?

Un impianto dentale è un dispositivo protesico fisso composto da tre strutture principali:

  • la vite endossea, che simula la funzione della radice del dente mancante e viene inserita nel tessuto osseo mascellare o mandibolare. In genere le viti sono realizzate in titanio in quanto è un elemento perfettamente biocompatibile e, grazie a questa caratteristica, permette all’impianto di integrarsi perfettamente con l’osso diventando un punto fisso di sostegno per il dente sostitutivo;
  • l’abutment, ovvero l’elemento di raccordo tra la vite e la protesi;
  • la protesi dentaria che sostituisce artificialmente la dentatura e può essere composta da diversi materiali rivestiti in ceramica o in materiali resinosi.

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COME AVVIENE L’INSERIMENTO DELL’IMPIANTO?

L’inserimento di un impianto dentale è indicata quando la mancanza di uno o più denti:

  • compromette la masticazione e la funzione fonetica;
  • compromette il mantenimento delle normali funzioni muscolari facciali;
  • rovina l’estetica del sorriso e l’armonia dell’intera bocca;
  • rischia di provocare lo spostamento anche dei denti sani.
 

Una volta che lo specialista avrà accertato la possibilità di procedere con un intervento di implantologia verranno effettuati i primi esami. Grazie all’esame radiografico e alle impronte dentali si costruisce un modello in gesso che consente al dentista di definire tutte le opzioni terapeutiche più adatte al caso specifico e quindi di individuare l’impianto dentale idoneo alle esigenze del paziente, pianificando tutte le fasi del trattamento fino alla guarigione.

Una delle preoccupazioni più frequenti nei pazienti che si devono sottoporre a questo tipo di intervento è se sia doloroso o meno. Proprio grazie all’anestesia locale, realizzata con anestetici appositi per la chirurgia orale, il paziente non avverte alcun fastidio e affronta l’intervento in totale relax.

Anche nella fase post intervento, i farmaci prescritti saranno in grado di controllare efficacemente l’eventuale insorgenza di dolore e infiammazioni al cavo orale.

IMPLANTOLOGIA A CARICO DIFFERITO O IMMEDIATO?

Sentiamo spesso parlare di implantologia a carico differito e di implantologia a carico immediato, ma quali sono realmente le differenze? Approfondiamole insieme.
L’implantologia a carico differito consiste nel posizionamento degli impianti dentali in un lasso di tempo che va dai 3 ai 6 mesi dopo l’inizio del trattamento. In questo periodo si attende che la cosiddetta “osteointegrazione”, cioè l’integrazione degli impianti dentali con le ossa mascellari e mandibolari, avvenga in modo ottimale.

L’inserimento di impianti a carico differito consente il trattamento dei pazienti in due fasi:

  1. La prima fase consiste nell’intervento chirurgico vero e proprio con l’incisione del tessuto gengivale in cui viene inserito l’impianto in titanio, sulla cui estremità è inserita una vite di guarigione. A seguito dell’intervento viene inserito in maniera temporanea un impianto provvisorio mobile.
  2. Trascorso un periodo di tempo di circa 3-4 mesi (impianti mascellari) o di 6 (impianti mandibolari), le protesi provvisorie vengono rimosse, vengono tolti i punti di sutura e infine viene avvitata la protesi definitiva che andrà a sostituire il dente mancante.

Grazie al progresso delle tecnologie di chirurgia orale, oggi però è possibile effettuare un intervento implantologico in modo immediato, posizionando il giorno stesso dell’intervento i denti fissi.
L’implantologia a carico immediato presenta numerosi benefici, primo fra tutti quello di consentire al paziente di ridurre i tempi complessivi del trattamento e delle sedute di intervento.
Si tratta di una tecnica estremamente efficace, ma presenta la limitazione di poter essere utilizzata solo nel caso in cui il paziente disponga di ossa stabili fin da subito. In caso contrario, sarà necessario allungare i tempi del trattamento.

Presso il nostro centro valutiamo le soluzioni più indicate sulla base di ogni singolo caso per individuare sempre le tecniche e le modalità di intervento migliori per ogni paziente.

COME BISOGNA PRENDERSI CURA DELLE PROTESI?

Trattandosi di un impianto dentale, il paziente dovrà prendersene cura regolarmente e sottoporsi a visite specialistiche periodiche in cui sarà il dentista a stabilire il buon mantenimento della protesi.

Una corretta igiene orale è senz’altro uno degli aspetti che permetteranno al paziente di mantenere in salute per lungo tempo sia l’impianto che l’intera bocca.

Nei giorni immediatamente successivi all’intervento sarebbe bene avere un occhio di riguardo per l’alimentazione ed evitare alcuni cibi e bevande che potrebbero provocare dolore e infiammazione alle zone operate.

In particolare si sconsigliano cibi molto caldi, in quanto potrebbero provocare l’apertura dei punti di sutura, e cibi che si sbriciolano facilmente (riso, cous cous) perché potrebbero incastrarsi nella ferita ed essere causa di infiammazione.

Tutto ciò che è fresco, morbido, cremoso sarà invece adatto per il primo periodo di degenza.

Un’ultima raccomandazione è quella di evitare il fumo, non solo perché provocherebbe danni nella fase post operatoria, ma perché con il tempo andrebbe sicuramente a danneggiare le strutture dell’impianto, rendendo vani i trattamenti eseguiti sul paziente.

La nostra missione è farti tornare a masticare bene e a sorridere con piacere in poco tempo e senza disagi e grazie alle migliori tecniche di implantologia dentale e alla giusta dose di umanità ti aiuteremo a farlo, in totale serenità.

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